mercoledì 12 maggio 2010

Quando non usare lo stabilizzatore d'immagine

Lo stabilizzatore d'immagine è un particolare "sistema meccanico" presente nelle fotocamere la cui funzione consiste nel ridurre fino ad eliminare le vibrazioni introdotte nella fotografia dalla mano del fotografo. Insomma ci permette di scattare a mano libera senza preoccuparci del micromosso generato dal nostro "tremore".

Esistono due modi per realizzare il sistema di stabilizzazione: intervenendo sull'obiettivo oppure sul sensore della fotocamera.  In entrambi i casi il concetto su cui si basa il funzionamento del dispositivo è il medesimo: si fa "vibrare" una lente all'interno dell'obiettivo, o il sensore della fotocamera, in modo che tale vibrazione compensi ed annulli quella introdotta dal tremolio della mano del fotografo.

Con gli anni le case produttrici di macchine ed obiettivi hanno affinato sempre più i loro sistemi di stabilizzazione ed i risultati ottenuti sono eccellenti. Su quale dei due sistemi sia più efficace si può discutere parecchio, ma personalmente ritengo di gran lunga superiore la stabilizzazione nell'obiettivo per un semplice motivo: ogni obiettivo ha un sistema di stabilizzazione progettato e tarato per funzionare solamente con quella lente, mentre gli stabilizzatori sui sensori devono funzionare con tutti gli obiettivi non stabilizzati di qualsiasi focale si possano montare sulla macchina. Insomma si tratta di una soluzione specifica contro una soluzione generica ed anche il mercato ha ormai premiato la stabilizzazione sull'ottica.



Illustrate le indubbie qualità positive dello stabilizzatore perchè mai dovremmo spegnerlo e scattare senza? I motivi possono essere molteplici e molto diversi da situazione a situazione.

1. Siamo a corto di batteria: lo stabilizzatore è un sistema che per funzionare ha bisogno di essere alimentato. Tendenzialmente più lunga è la focale dell'obiettivo, più grande è la lente da far vibrare, più energia sarà necessaria. Se vi trovate in una situazione limite con batteria quasi scarica e non avete modo di sostituirla, forse per terminare la giornata sarà necessario spegnere lo stabilizzatore.

2. Fotocamera su treppiede: la logica lo consiglia già di suo. Lo stabilizzatore serve a neutralizzare le vibrazioni dovute al fotografo, quindi se il fotografo non ha la macchina in mano è inutile stabilizzare. Ma non è solamente una pura deduzione logica. Il sistema di stabilizzazione infatti fa vibrare una lente "in opposizione" alla vibrazione umana del sistema stesso, così da ottenere in sovrapposizione degli effetti una risultanza neutra. Ma se la macchina è ferma? Lo stabilizzatore acceso continuerà a vibrare, introducendo così sulla fotografia un lieve micromosso che generalmente causa una diminuzione della nitidezza dello scatto. Alcuni nuovi obiettivi sono in grado di "capire" quando la macchina è su cavalletto e spengono lo stabilizzatore, ma di norma sarebbe meglio che lo spegnessimo noi manualmente.

3. Tempo di scatto molto veloce: supponiamo che il nostro stabilizzatore vibri ad una frequenza massima di 1000Hz (1000 oscillazioni al secondo). Dal Teorema del campionamento di Nyquist-Shannon sappiamo che se abbiamo un campionatore che lavora ad una frequenza fs, occorrerà mandargli in input un segnale di banda limitata fs/2, altrimenti il segnale campionato perderà di accuratezza. Nel nostro caso il campionatore è il sistema di stabilizzazione (fs=1000Hz) mentre la banda del segnale da campionare è il tempo di scatto. Va da se che lo stabilizzatore sarà utile fino a tempi di scatto di 1/500sec. Scattando con tempi più rapidi si può incorrere in situazioni incui lo stabilizzatore non è perfettamente sincronizzato con il tremolio del fotografo, introducendo nello scatto fenomeni di aliasing, scambiabili facilmente per mancanza di nitidezza, micromosso o fuoco non accurato. Spesso però non ci è dato sapere esattamente la "frequenza dello stabilizzatore". Personalemnte ritengo che per scatti più veloci di 1/500sec lo stabilizzatore vada spento.

4. Panning: se state effettuando una fotografia con questa tecnica lo stabilizzatore cercherà di compensare un vostro movimento volontario, ben più ampio delle vibrazioni del fotografo, introducendo del micromosso anche sul soggetto della foto che dovrebbe essere perfettamente fermo. Tranne alcuni obiettivi che hanno uno stabilizzatore con funzione specifica, in caso di panning spegnetelo.

5. Macro: in questo tipo di fotografia anche qualche millitro fa la differenza tra una fotografia nitida ed una da buttare. Il vibrare dello stabilizzatore naturalmente rende aleatorio il tutto, quindi tranne che su obiettivi macro con stabilizzatore appositamente progettato per questa fotografia, meglio spegnerlo. Inoltre la macro si effettua spesso su treppiede quindi si ricade nel punto 2.

Se vi vengono in mente altri casi incui disattivare lo stabilizzatore sarò felice di aggiungerli alla lista.

venerdì 30 aprile 2010

Un treno che non si ferma mai

Provate a pensare un attimo a quanto tempo viene perso per far fermare un treno in stazione, far scendere e salire i passeggeri per poi ripartire. Per fortuna esistono gli intercity che evitano le fermate in ogni singola stazione, facendo sosta solamente nelle principali città, sottraendo però il servizio alla maggior parte dell'utenza costretta ad utilizzare i treni regionali.

Adesso provate ad immaginare un treno che non si ferma mai, come un normale servizio ad alta velocità, ma in grado di far salire e scendere i passeggeri ad ogni stazione. Fantascienza? Bè si, anzi, no.
E come sarebbe mai possibile realizzare un treno così "assurdo"? Semplice, utilizzando una sorta di "navetta buffer" per i passeggeri che devono salire e scendere.

Allora vi ho incuriosito abbastanza? Il video spiegherà ogni cosa.

mercoledì 14 aprile 2010

Photoshop CS5: l'evoluzione del campione

Adobe ha presentato la nuova Adobe Creative Suite 5 (CS5) e con essa il programma di riferimento nell'editing grafico, cioè Photoshop CS5. Se pensavamo che la versione CS4 fosse il miglior software in circolazione, le novità introdotte in CS5 lo candidano senza dubbio al titolo di campione. Ma vediamo nel dettaglio cosa c'è di nuovo.


Tutte le applicazioni CS5 guadagnano il supporto nativo al 64bit, giovando quindi di tempi di elaborazione inferiori e miglior gestione della memoria, nonché del pieno supporto all'accelerazione della GPU (scheda video).





Il nuovo motore di painting ed il nuovo livello di interattività possibile solamente attraverso una tavoletta grafica permette di spandere il colore e addirittura mischiarlo con quelli limitrofi rendendo l'esperienza di utilizzo molto simile ad una vera e propria tavolozza da disegno.


Impressionante è funzionalità definita "puppet warp", che offre la possibilità di poter modificare non solo le dimensioni, ma anche la forma di dati oggetti mantenendo però le proporzioni e non snaturando il soggetto stesso.


E' stato sensibilmente migliorato il supporto all'High Dynamic Range (HDR), operazione fotografica che, mediante l'utilizzo di più scatti effettuati con diverse esposizioni, consente di ottenere un'unica foto con una gamma dinamica maggiore. Adesso Grazie allo strumento HDR Pro sarà possibile controllare meglio il risultato finale dell'HDR. Vedremo se il nuovo tool sarà in grado di eguagliare o addirittura superare l'attuale miglior software HDR, cioè Photomatix Pro.


La creazione di maschere di selezione è una delle operazioni più lunghe durante l'ottimizzazione di una foto ed elementi come i capelli sono molto difficili da selezionare correttamente così da evitare l'effetto "ritaglio di giornale". Per rimediare a ciò sono stati introdotti in Photoshop CS5 strumenti avanzati di selezione che consentono di automatizzare e rendere più naturale possibile lo scontorno di determinati elementi all'interno della foto.


L'ultima novità introdotta prende invece il nome di "content aware fill". Anche in questo caso Adobe ha puntato alla massima automazione dell'operazione, offrendo così la possibilità di eliminare elementi di disturbo ma anche di importanti dimensioni, senza dover ricorrere necessariamente all'ormai famoso timbro clone. Insomma quel lampione o quella persona sullo sfondo vi rovinano il paesaggio? Niente paura, bastano un paio di click e il problema è risolto.


Dopo tante chiacchiere è ora di vedere all'opera il nuovo campione, quindi ecco il video:


venerdì 13 novembre 2009

Tutte le notizie con RSS

Non c'è ombra di dubbio che la potenzialità maggiore di internet sia quella di poter distribuire e reperire contenuti in modo facile e veloce. In una situazione incui spesso si sente parlare di crisi della libertà espressiva nei media tradizionali, la possibilità offerta dal web di informarsi ed informare tramite canali non istituzionali ci porta a consultare quotidianamente decine di pagine per leggere le ultime notizie, vedere l'ultimo video postato, ecc...
Il problema è che per informarsi occorre dedicare del tempo solamente per saltare da un sito all'altro alla ricerca delle news che possano interessarci. Non tutti sanno però dell'esistenza, ormai da 10 anni, di una tecnologia capace di aggregarci in tempo reale, man mano che compaiono sul web, tutte le notizie desiderate in un'unica pagina/lettore così da poterle scorrere e leggere in un tempo veramente breve. Tale tecnologia si chiama RSS. 
RSS letteralmente significa Really Simple Syndication cioè Syndication Veramente Facile. Il termine Syndication non ha un equivalente italiano, ma in modo approssimato si può dire che indica la cessione di contenuti di un sito web affinché possano essere pubblicati da agenzie di stampa. In poche parole usando RSS si possono distribuire e consultare le notizie in modo automatico, basta usare un lettore RSS. 
Spiegata la teoria veniamo all'atto pratico. Tutti i siti web che pubblicano aggiornamenti periodici di qualche sezione hanno un collegamento RSS (anche questo blog). Il collegamento è riconoscibile da questo simbolo: 

Cliccando sul collegamento RSS che si trova nella colonna di destra di questa pagina ci verrà chiesto in quale lettore RSS vigliamo aggiungerlo. Usiamo Google Reader, una delle applicazioni della suite Google Apps utilizzabile direttamente online all'indirizzo http://www.google.com/reader  Per utilizzarlo basta avere un account Google valido (basta cioè una e-mail @gmail.com). 
Cliccando quindi su Add to Google (se richieste inserire le credenziali dell'account google) il link RSS è aggiunto all'elenco dei collegamenti. Nello stesso modo potete aggiungere link di tutti i siti che volete e per sapere se ci sono news vi basterà accedere a Google Reader per trovere tutto quello che c'è di nuovo sui vostri siti preferiti.
Personalmente ho circa 200 feed RSS aggiunti in Google Reader: senza questa tecnologia quanto tempo ci vorrebbe ogni giorno per consultarli tutti?
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mercoledì 4 novembre 2009

ZMPhoto per appassionati di fotografia e fotografi appassionati

Questo post lo voglio dedicare ad una comunità online di appassionati di fotografia dove fotografi con anni di esperienza e nuovi entusiasti apprendisti si scambiano consigli e opinioni per migliorare in quello che è per alcuni un passatempo e per altri una professione.

Voglio cioè parlare di ZMPHOTO.IT
Scrivo questo post anche perchè da oggi inizierò a collaborare con ZMPHOTO.IT dove mi occuperò di inserire notizie nella sezione News sotto il nickname di PaiMei.


ZMPHOTO.IT è una testata giornalistica online dove reperire informazioni a 360° rigurdanti il mondo della fotografia.
Nella sezione News è possibile trovare le ultime novità dal mondo della fotografia.
Nella sezione Articoli trovano spazio test di macchine fotografiche, obiettivi, stampanti ed altre attrezzature fotografiche, nonchè tutorial e guide, reportage e servizi fotografici.
Cuore del sito e della community è il Forum dove piu di 9000 iscritti discutono principalmente di argomenti inerenti la fotografia. I toni delle discussioni sono cordiali ed amichevoli e per fortuna non si assiste mai a "guerre di religione" del tipo canonisti vs nikonisti, se non in maniera goliardica.
Gemella del forum è la Gallery Fotografica dove gli utenti possono caricare le loro fotografie per poter ricevere commenti e critiche costruttive.

Consiglio a tutti quanti di farci un giro e sono sicuro che sia gli amanti della fotografia che i semplici curiosi ne rimarranno piacevolmente sorpresi.


martedì 3 novembre 2009

OS Wars - Episodio Windows 7: L'impero colpisce ancora! (Parte2)

Vai alla Parte1

Continuiamo la nostra sbirciata di Windows 7 parlando di interfaccia e prestazioni.

Finestre e desktop: Windows 7 sfoggia un'interfaccia grafica ricca di trasparenze effetto cristallo, effetti al passaggio del mouse, dissolvenze in apertura e chiusura finestre e software, temi desktop e colori personalizzabili attraverso appositi menù di configurazione. Se non si dispone però di molta potenza di calcolo grafico i vari effetti si possono gradualmente disattivare fino ad uno spegnimento completo di ogni effetto superfluo.

Prestazioni: siamo giunti al nodo fondamentale, cioè quanto "pesa" Windows 7 sul sistema? Se guardiamo solamente i numeri, le risorse del sistema impegnate sono di poco inferiori a quelle richieste da Vista, tanto da non poter gridare al miracolo atteso. Da ciò ci potremmo aspettare un comportamento simile nelle prestazioni di calcolo, ed in effetti i risultati di molti test indipendenti disponibili in rete ci dicono proprio questo. Mediamente quindi un software che impiegava 10 secondi per compiere un determinato calcolo con Vista, impiegherà lo stesso tempo con Windows 7. Le cose probabilemte miglioreranno con l'uscita di software scritti nativamente per Windows 7, ma per ora con gli applicativi per Vista la realtà è questa.
Ma allora siamo alle solite? No. Windows 7 ha una reattività e un'ottimizzazione che Vista non aveva. Se per caricare un programma Vista impiegava 20 secondi, Windows 7 ce ne mette 15. Le finestre, i menù, i software si aprono e chiudono più velocemente. In generale la reattività del sistema è nettamente migliorata, comunicando all'utente una sensazione di maggiore leggerezza. Inoltre il sistema riesce a scalare molto bene per adattarsi a sistemi meno potenti, disattivando tutti quei surplus sacrificabili sull'altare delle performance. Proprio per questo sarà installato sui netbook in sostituzione di Windows XP. Le prestazioni su questi computer però non saranno esaltanti e paragonate ad XP risulteranno lievemente inferiori.

Windows 7 dispone di numerose funzioni orientate tanto all'intrattenimento quanto alla produttività. Nei prossimi post parleremo di alcune di esse .... quindi Stay Tuned!
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venerdì 30 ottobre 2009

OS Wars - Episodio Windows 7: L'impero colpisce ancora! (Parte1)


La guerra dei sistemi operativi (OS) impazza più cruenta che mai. La setta degli Apple addicted conquista sempre più adepti grazie al suo fighetto ed efficiente OSX Snow Leopard. I ribelli linuxiani resistono e si difendono con la potenza, la sicurezza, la stabilità, la leggerezza e una incrementata facilità di utilizzo dell'ultimissimo arrivato Ubuntu 9.10. Il signore del web Google si prepara a sconvolgere nuovamente gli equilibri col suo atteso e misterioso GoogleOS. L'Impero a questo punto non poteva più stare a guardare i suoi domini pesantemente minacciati dalle scorribande di tali ribellioni e allora ecco sbucare dall'iperspazio la Morte Nera: Microsoft Windows 7!
Diciamoci la verità, gran parte del successo dei sistemi alternativi è imputabile all'immenso fiasco di Windows Vista. Presentato come rivoluzionario si è presto procurato la fama, non a torto, di inefficiente pachiderma, convincendo il mondo business e un'ampia fetta di quello consumer a rimanere ancorati a Windows XP, ma adesso è tempo di cambiare.
Windows 7 è basato sulla stessa architettura di Vista, anche se l'immenso lavoro di correzione, alleggerimento, ottimizzazione, modifica, lo fanno sembrare un sistema operativo del tutto nuovo.
Installazione: la procedura è veramente elementare, direi a prova di utonto (utente+tonto=utonto). Le informazioni da fornire sono pochissime: aggiornare/riparare vecchio windows, nuova installazione, paese, lingua, fuso orario, disco su cui installare, nome utente e password da usare. Per il resto se la sbriga praticamente da solo e su un sistema di media potenza (il mio è un pc-desktop di un paio di anni fa) il tutto si conclude in una ventina di minuti, ma le variabili che possono allungare il tempo di installazione sono moltissime. Se si è già connessi ad internet si può scegliere se scaricare immediatamente gli aggiornamenti o farlo in seguito ed impostare il livello di controllo che l'UAC (User Account Control) deve effettuare sul sistema (ne parleremo meglio tra un pò).
La nuova Barra delle Applicazioni: lo strumento piu utilizzato dell'interfaccia del sistema è tutto nuovo, pesantemente modificato rispetto al passato e molto ispirato dall'usabilità della barra di Leopard. Le applicazioni in esecuzione appaiono sulla barra con delle icone grandi e ben definite. Posizionandosi col puntatore sull'icona di un'applicazione in esecuzione o cliccandoci compare immediatamente un menù orizzontale con l'anteprima di tutte le finestre aperte da tale applicazione, permettendoci di scegliere su quale spostare il focus, massimizzare, minimizzare o chiudere.
Cliccando invece col pulsante destro viene aperto un menù verticale con una serie di opzioni relative all'applicazione, come ad esempio i file recenti ad essa collegati, varie funzioni eseguibili dall'applicazione stessa, ecc. (tale menu è completamente personalizzabile dallo sviluppatore dell'applicazione). Se si vuole mantenere sempre sulla barra l'icona per lanciare l'applicazione anche quando questa non è in esecuzione, nello stesso menu cè l'opzione "aggiungi questo programma alla barra delle applicazioni". Lo stesso risultato lo si ottiene trascinando semplicemente sulla barra il link ad un'applicazione.
All'estrema sinistra, come prima icona della barra cè il logo di windows che funge da menù start praticamente identico a quello di Vista. All'estrema destra troviamo un pulsante rettangolare verticale senza icona che se cliccato visualizza istantaneamente il desktop senza alcuna finestra aperta. Sempre da quelle parti, di fianco ad orologio e data fa la sua comparsa una nuova icona di notifica, a forma di bandierina. Si tratta del Centro Operativo, cioè il luogo dove Windows 7 ci comunicherà tutti i suoi avvisi di segnalazione, avvertimento o allarme.
Nei prossimi post vedremo meglio le nuove funzioni, caratteristiche e prestazioni ... quindi Stay Tuned!

Vai alla Parte2

lunedì 26 ottobre 2009

Numero Zero

Quando si idea una nuova serie tv, una nuova rivista o qualsivoglia prodotto intellettuale seriale, viene sempre realizzato quello che in gergo si chiama Pilota o Numero Zero
Lo scopo di questo numero di prova è quello di mostrare ai potenziali investitori ed ai potenziali fruitori quelli che saranno i contenuti, le tematiche, il livello qualitativo e il linguaggio che verranno utilizzati nei numeri successivi, così da testare il feedback degli utenti ed accogliere tutti i suggerimenti possibili per attuare le necessarie modifiche volte a migliorare la qualità e la godibilità del periodico in questione, sia esso a mezzo tv, stampa o ... telepatia.
Insomma il Numero Zero è una vera e propria demo, da cui capire se varrà la pena continuare a sostenere i numeri successivi oppure destinare il progetto a morte prematura.




Quindi questo mio primo post va considerato un vero e proprio Numero Zero da cui carpire future tematiche e contenuti, nonché livello del linguaggio e di approfondimento?
Assolutamente no.
Questo è soltanto il primo post di un blog di riflessioni e approfondimenti sui più vari argomenti che potranno interessarvi, appassionarvi oppure lasciarvi totalmente indifferenti. 
Se da questo discorso senza un apparente filo logico, causale o consequenziale vi è sorta una minima curiosità su quale potrà mai essere l'argomento del prossimo post,  allora stay tuned!